Umberto Boccioni pittore

Umberto Boccioni nacque a Reggio Calabria nel 1882 e morì a Verona nel 1916.

Gli anni giovanili

In tenera età seguì i genitori di origine romagnola dapprima a Forlì, poi a Genova e infine a Padova. Nel 1898 Umberto Boccioni soggiornò a Roma. Qui, gli si accostò Giacomo Balla, che ne divenne discepolo riconoscendone le qualità artistiche. Nella capitale inoltre strinse amicizia con Gino Severini.

Presto Umberto Boccioni si dedicò a viaggi in Europa. Viaggiò infatti dapprima a Parigi e poi in Russia. Dopo il rientro in Italia Umberto Boccioni trascorse diversi anni tra Padova e Venezia. Nel 19061907 s’iscrisse alla scuola libera del Nudo presso l’Accademia Belle Arti di Venezia. Qui conobbe Nino Barbantini e dipinse opere quali “il ritratto dello scultore Brocchi” (1906) e “Il canal Grande” (1907).

Il movimento futurista

Nel 1908 partì per Milano dove entrò in contatto con Filippo Tommaso Marinetti: nel 1910 Umberto Boccioni fu tra i firmatari del Manifesto dei pittori futuristi. Nello stesso anno espone con Russolo e Carrà alla “famiglia artistica” milanese. Nel mese di luglio seguì l’esposizione di Ca’ Pesaro: furono presentate quarantadue opere presentate nel catalogo di Marinetti. In questi anni la pittura di Umberto Boccioni è caratterizzata dalle esperienze del dinamismo plastico, secondo le tesi propugnate dal Futurismo e dall’arista stesso divulgate e teorizzate in scritti e conferenze.

Il successo di pubblico

Umberto Boccioni espose a Parigi, Londra, Berlino e Bruxelles seguendo le mostre futuriste. Altre sue esposizioni furono ordinate a Milano, Roma e Firenze.

Allo scoppio della guerra si arruolò volontario, morì in seguito a una caduta da cavallo.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Carlo Munari, Gli artisti di Ca’ Pesaro, Rovereto 1967.