Saverio Dalla Rosa pittore

Saverio Dalla Rosa nacque a Verona nel 1745 e ivi morì nel 1821.

Saverio Dalla Rosa fu una figura di spicco della cultura artistica veronese tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. In particolare, ricoprì l’attività di presidente dell’Accademia di pittura e fu autore della più ampia ricognizione dello stato del patrimonio artistico cittadino.

La formazione

La formazione di Saverio Dalla Rosa avviene nell’ambito della bottega dello zio Giambettino Cignaroli, di cui fu erede.

L’attività artistica

La ricostruzione della produzione artistica di Saverio Dalla Rosa avviene a partire dal ritrovamento del libro dei conti dell’artista. Questo ha consentito di ricondurre alla mano di Saverio Dalla Rosa circa 80 pale ecclesiastiche e più di 240 quadri di soggetto religioso. Molto rare sono invece le opere a carattere profano.

Le opere della maturità

La maturità artista di Saverio Dalla Rosa è raggiunta intorno al 1780 come dimostrano la Pietà di Lonigo (VI) e la pala di Sant’Agostino a San Benedetto Po (Mn), recentemente ritrovato. Si segnala inoltre la strage degli innocenti della parrocchiale di Pescantina, affine nel formato a opere coeve commissionate nel territorio mantovano.

Il commercio delle opere

Tramite Bortolo Cornet Saverio Dalla Rosa si apre al mercato di Augusta inviando numerose mezze figure sacre. Successivamente, dal 1792, la Russia bianca divenne il principale canale di vendita dei quadri sacri di Saverio Dalla Rosa. Tra le oltre 30 opere inviate in Russia sino al 1815 per volontà di Caterina II si è rintracciato solamente il San Casimiro in adorazione della Vergine del 1788. I principali destinatari delle opere furono i gesuiti di Vitebsk, Polotsk e San Pietroburgo.

Con l’arrivo dei francesi il primo giugno 1796 la richiesta di dipinti sacri crolla. Saverio Dalla Rosa però continuò ad alimentare la richiesta di dipinti religiosi del mercato russo, avviò una intensa produzione di ritratti e fu segnalato dalla Municipalità per opere pubbliche di carattere artistico per il sincero entusiasmo verso Napoleone. Il suo talento di ritrattista si evince dal ritratto di Wolfgang Amadeus Mozart del 1770, ora in collezione privata a Parigi.

L’attività ritrattistica

L’attività ritrattistica di Saverio Dalla Rosa segna un momento decisivo per l’affermazione dell’artista nel territorio veronese. Egli infatti ritrasse i principali membri della Municipalità veronese, primi fra tutti i rettori veronesi e i religiosi, ma anche intellettuali, cantanti e ballerine. Nel 1797 più di 70 cittadini francesi e italiani chiedono un ritratto a Saverio Dalla Rosa; a questi seguono le richieste di cechi, boemi, austriaci, ungheresi e russi.

L’attività inventariale

L’attività di Saverio Dalla Rosa si distingue anche per l’attività inventariale e di vendita di opere private. Il primo incarico di inventariazione di raccolte private risale al 1799 e riguarda la galleria Moscardo: nel 1801 Saverio Dalla Rosa fornì assistenza per la vendita della collezione, di cui faceva parte il Ritratto di gentiluomo di Paolo Veronese. Nei primi anni del 1800 fu anche incaricato dalla Municipalità di fornire stime di collezioni private, di cui si occupò anche della vendita, ma anche perizie e restauri.

Saverio Dalla Rosa fu uno dei principali promotori della costruzione di una pubblica galleria civica, istituita presso la sala del Consiglio. Nel 1812 effettua la scelta dei quadri e ne diviene primo direttore.

Sono interessato ad acquistare opere del pittore Saverio Dalla Rosa pertanto
non esitate a mandare foto e possibilmente richiesta all’indirizzo mail faustinimarcoantichita@gmail.com oppure tramite whatsapp al 3497714423.

Qui tutte le info: Compro e Vendo quadri dell ‘800 e ‘900

Pagina Facebook con aggiornamenti: Faustini Marco Antichità

Le informazioni fornite sono state tratte da: Paola Marini, Saverio Dalla Rosa, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 203-215.