Matteo Brida pittore

Matteo Brida nacque a Verona nel 1699 e ivi morì nel 1774.

La formazione giovanile

La formazione di Matteo Brida avviene presso la bottega di Antonio Balestra, presso il quale si distinse come allievo molto avanzato nel disegno. Successivamente, forse su indicazione del maestro, si recò a Roma. Lo Zannadreis riferisce numerose opere realizzate da Matteo Brida conservati nella galleria Gazzola, in parte realizzati a Roma, in parte inviati da Verona. Suo illustre mecenate fu anche Raffaello Mosconi, di cui è stato recentemente riscoperto lo scambio epistolare. In queste lettere Matteo Brida riferisce delle sue sedute di disegno di nudo presso l’accademia di Francia da mettere in relazione con alcuni disegni conservati nel Museo di Castelvecchio.
A Roma inoltre rimase affascinato dall’arte di Raffaello e Domenichino delle cui opere realizzò copie. I modelli classici si caricano nell’arte di Matteo Brida di una notevole carica espressionistica.

L’attività frescante

Matteo Brida realizza una decorazione ad affresco nella villa Pompei Carlotti a Illasi. Il salone principale, realizzato su progetto dello stesso conte Alessandro Pompei, reca anche un affresco firmato Balestra e datato 1738. Matteo Brida lavorò dunque affianco al maestro, interpretandone il linguaggio in uno stile caricaturale che ricerca l’effetto teatrale.

Matteo Brida decorò anche la villa di Giuliari a Settimo del Gallese di Buttapietra (Vr), progettata dallo stesso Alessandro Pompei. Lo stato di conservazione della decorazione è precario, ma ben si riconosce la mano di Matteo Brida nella Diana cacciatrice che si libra nell’aria.

Le composizioni di carattere religioso

Tra le opere di carattere religioso si segnalano una Deposizione di Cristo e i Santi Pietro e Paolo nella chiesa del seminario vescovile, alcuni ovali con scene del martirio di San Pietro Martire nell’omonima chiesa e la Vergine con bambino e Sant’Antonio nella chiesa di San Lorenzo.

L’artista lavorò anche a Ferrara dove si segnala la Sant’Anna nella chiesa di San Giuseppe e due opere nelle stanze del Maestro della Corte Ducale.

A Bergamo Matteo Brida è impegnato nella realizzazione della tela con la Deposizione dalla Croce del 1743. Grazie alla vicinanza stilistica alla Sant’Elena nella chiesa della Croce ad Albarè di Costermano (Vr) è stato possibile attribuire quest’ultima a Matteo Brida.

Tra le opere di maggior pregio rimangono Elia ed Eliseo per la chiesa di San Girolamo degli Scalzi a Vicenza e l’Apollo e Marsia per il grande sipario del Teatro Filarmonico di Verona.

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Le informazioni riportate sono state tratte da:Lucia Ievolella, Matteo Brida, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 111-115.