Il mobile Luigi Filippo

Il mobile Luigi Filippo si sviluppa come stile d’arredamento tra il 1830 e il 1848 in Francia.

In primo luogo, questo era lo stile degli industriali borghesi facoltosi che volevano mobili comodi, ma anche ornamentali e sfarzosi. Nella decorazione degli interni infatti vi fu il rifiuto di ciò che è moderno, per un richiamo al medievale e all’esotico. Gli stessi poeti romantici descrivevano eroine ed eroi come antichi cavalieri medievali vestititi con abiti di gusto orientale.

In secondo luogo, la preoccupazione principale degli ebanisti del mobile Luigi Filippo furono le nuove tecniche di fabbricazione e meno l’originalità decorativa. Si tentò di conciliare la nuova produzione meccanizzata e industrializzata con le qualità artigianali di un tempo. Di conseguenza, il mobilio dell’epoca era meno costoso, ma non mancava della cura delle epoche precedenti.

In terzo luogo, verso la metà dell’Ottocento le case iniziarono ad avere dimensioni più ridotte e i mobili si adattarono alle nuove esigenze: per questo molti di essi si adattano ancora alle superfici ridotte degli appartamenti moderni.

Infine, per quanto riguarda materiali e tecniche, i legni scuri sostituirono i legni chiari, amati nel periodo precedente; bronzi e incrostazioni, che gravavano sul prezzo di costo furono eliminati, mentre la cura dei legni e le finiture furono affidati alle mani di abili ebanisti.

In conclusione, il mobile Luigi Filippo s’inserisce nell’epoca romantica dei forti sentimenti e delle sfrenate passioni, rispondendo al motto del banchiere Laffite: “Arrichitevi!”

Le informazioni riportate sono state tratte da: Enciclopedia degli stili, Milano, A. Mondadori (1976).