Guido Cadorin pittore

Guido Cadorin nacque a Venezia nel 1892 e ivi morì nel 1975.

Guido Cadorin era figlio dello scultore Vincenzo, da cui apprende le prime nozioni in campo artistico. Successivamente, fu allievo di Cesare Laurenti: di questi il pittore mantenne la matrice liberty-secessionista. Tale inclinazione fu infatti evidente nella pittura come base stilistica e di gusto sin dagli anni del dopoguerra.

Guido Cadorin fu tra i primi espositori di Ca’ Pesaro: esordì infatti nel 1909 alla Biennale di Venezia esponendo alcuni suoi dipinti. Sin dal 1908 inoltre espose regolarmente alle mostre di Ca’ Pesaro.

Nel 1911 Guido Cadorin partecipò all’Internazionale di Roma dove riscosse un notevole successo, quindi partecipò alle mostre della Secessione.

Guido Cadorin, in sintonia con gli artisti del suo tempo, partecipò alla riscoperta di grandi maestri del Quattrocento e Cinquecento, bloccando la forma plastica in un colore denso e corposo. Questo conferì alle sue opere un senso di magica monumentalità, pur conservando residui di carattere liberty.

Tra il 1917 e il 1921 la pittura di Guido Cadorin manifesta da una parte una festosa policromia che richiamava i riflessi iridescenti dei vetri di murano e dall’altro presentava scene di una Venezia metafisica, con forti accenti di drammaticità.

Nel 1920 Guido Cadorin espose alla Biennale di Venezia e l’anno successivo vinse il secondo premio della Decorazione ad affresco della chiesa di Dante a Ravenna. Notevole fu infatti il suo impegno nell’arte ad affresco e del mosaico. Si ricordano di lui le opere eseguite a Colsanmartino (Perugia) e a Roma presso l’Albergo Ambasciatori (19261927). Qui, ritrasse alcuni dei protagonisti della vita artistica e modana di quegli anni, da Margherita Sarfatti a Felice Carena e Gio Ponti. E ancora, a Gorizia e Bolzano, dove realizzò il monumento ai Caduti (1928) e altre opere sono tutt’ora conservate a Milano nella sede della Montecatini, Trieste e Recoaro.

Nel 1923 espone proprie opere nella sala personale alla Biennale di arti decorative di Monza. Un’altra personale fu allestita lo stesso anno alla gelleria di Lino Pesaro a Milano, con catalogo di Vittorio Pica. Nel 19241925 eseguì le decorazioni per la Zambra del Misello al Vittoriale, su richiesta di Gabriele D’Annunzio.

Dopo l’esperienza capesariana, Guido Cadorin aderì al movimento del Novecento. Partecipò alla I Mostra milanese del Novecento italiano nel 1926.

Dopo un viaggio a Parigi compiuto verso la fine degli anni 20, dal 1930 Guido Cadorin insegnò decorazione all’Accademia di Venezia. Dal 1936 al 1962 occupò invece la cattedra di pittura.

Nel 1957 Guido Cadorin allestì una grande mostra nella sala Napoleonica in piazza San Marco a Venezia. Continuò a dipingere con rinnovata vitalità e maggiore libertà inventiva fino alla morte.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Carlo Munari, Gli artisti di Ca’ Pesaro, Rovereto 1967; Realismo magico: pittura e scultura in Italia, 1919-1925, Mostra tenuta a Verona nel 1988-1989, a cura di Maurizio Fagiolo dell’Arco. Milano, Mazzotta, 1988.