Gregorio Sciltian pittore

Gregorio Sciltian nacque a Rostov (Russia) nel 1900 e morì a Roma nel 1985.

Gregorio Sciltian iniziò a studiare pittura a Pietroburgo, ma a causa della rivoluzione d’ottobre lasciò la Russia e si trasferì a Vienna, dove dal 1919 frequentò l’accademia.

In secondo luogo, Gregorio Sciltian si sposta a Berlino dove espone da Anhalter Bahnhof con Otto Dix e Max Beckmann. Intorno al 1923 Gregorio Sciltian si stabilì a Roma, dove frequentò musei, soprattutto attratto dalla pittura del Seicento e dei bamboccianti. La pittura di Gregorio Sciltian quindi si concentrava soprattutto sul ritratto di soggetti tratti dalla vita quotidiana, popolani e nature morte. Era inoltre caratterizzata da un attenzione lenticolare ai dettagli e dalla presenza di un’abbondanza di citazioni. Proprio queste sue caratteristiche permisero a Gregorio Sciltian di essere apprezzato da Roberto Longhi, che lo presentò in occasione della sua personale alla Casa d’Arte Bragaglia nel 1926.

In terzo luogo, Gregorio Sciltian espose alla Biennale di Venezia nel 1927. Nello stesso anno si recò a Parigi dove partecipò al salon de Tuileries e al Salon d’Automne. Nel 1929 Gregorio Sciltian espone alla sua personale presso la Gallerie Renaissance e in quell’occasione il Musée du Luxembourg acquistò la “fioraia romana”. L’anno seguente espose a Bruxelles dove i Musées Royaux acquistarono “Marinette.”

Infine, nel 1932 Gregorio Sciltian tornò in Italia e nel dopo guerra fu il promotore dei “Pittori moderni della realtà”. Svolse dunque attività di scenografo e illustratore e fu autore di testi teorici sulla pittura.

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Realismo magico: pittura e scultura in Italia, 1919-1925, Mostra tenuta a Verona nel 1988-1989, a cura di Maurizio Fagiolo dell’Arco. Milano, Mazzotta, 1988.