Giuseppe Capogrossi pittore

Giuseppe Capogrossi nasce a Roma nel 1900 e ivi muore nel 1972.

La formazione

Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza Giuseppe Capogrossi dal 1926 decide di dedicarsi alla pittura e inizia a studiare sotto la guida di Carena.

L’attività artistica

In primo luogo, dal 1927 Giuseppe Capogrossi dopo aver esordito con una personale a Roma compie ripetuti viaggi a Parigi. Qui frequenta atelier e accademie e si interessa alle tendenze artistiche contemporanee, venendo influenzato in particolar modo da Renoir, Picasso e Modigliani.

In secondo luogo, nel 1930 Giuseppe Capogrossi partecipa alla Biennale d’arte di Venezia e l’anno successivo stringe un sodalizio con Cavalli e Cagli. All’inizio del 1933 gli artisti sono a Milano e qui espongono come Gruppo dei Nuovi pittori Romani nella Galleria del Milione, epicentro dell’astrattismo italiano. In ottobre decidono poi di stilare il “Manifesto del Primordialismo Plastico”, ma poi sciiolgono il sodalizio.

Nel 1937 Giuseppe Capogrossi lascia definitivamente Parigi e si ritira in Umbria dedicandosi a motivi tratti dalla vita rurale e contadina.

Durante un viaggio studio in Austria entra in contatto con l’arte di Klimt e al movimento della secessione viennese. Nel 1949 Giuseppe Capogrossi entra in contatto con il Gruppo Origine a Roma, di cui diviene membro. In questo momento Giuseppe Capogrossi si dedica principalmente a creazioni neocubiste. Successivamente i quadri di Giuseppe Capogrossi si allontano dal figurativismo neocubista fino a diventare totalmente astratti negli anni cinquanta.

Infine, nel 1953 Giuseppe Capogrossi firma con Fontana, Dova e Crippa il VI Manifesto Spazialista.

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L’Italia s’è desta: arte in Italia nel secondo dopoguerra, 1945-1953, Catalogo della Mostra Ravenna 2011,a cura di Claudio Spadoni, Torino, Allemandi, 2011.