Giorgio Telliè pittore

Giorgio Telliè è documentato dal 1760 al 1778.

La prima attestazione di Giorgio Telliè risale al 1760 quando è nominato per l’aggregazione all’Accademia di Pittura di Verona. L’aggregazione avvenne però solamente nel 1769, con la qualifica d’onore e l’indicazione dell’origine bavarese dell’artista.

L’attività artistica

La conoscenza di Giorgio Telliè è soprattutto legate alle opere citate dalla critica e alle opere firmate. La pala del santuario della Madonna dei Miracoli di Lonigo (Vi) firmata e datata sottolinea la qualità e il tono cromatico dell’opera. Inoltre, sono firmati e datati il ciclo della chiesa di Santa Maria di Loreto a Massimeno (Tn) e la coppia di tele in Santa Maria Assunta a Villa Lagarina (Tn).

La prima opera documentata di Giorgio Telliè è la Morte di Santa scolastica di Lonigo (1760) caratterizzata da direttrici incrociate incardinate a spigoli vistosi.

Nell’area trentina si conservano ancora gli affreschi di Molina di Ledro con storie di Cristo, e una coppia di tele con scene sacre presso Massimeno. Altre opere sono invece conservate nelle aree del mantovano e del veronese. Per esempio, la pala con i Santi Rocco e Sebastiano presso la chiesa di San Michele a Monzambano rivela la retorica classica e l’apertura paesistica di Giorgio Telliè. I lavori in San Zeno a Pesina di Caprino Veronese trovano invece il loro antefatto immediato per tema, composizione e stile negli affreschi con Storie di San Luigi nella cupola del santuario di San Luigi Gonzaga.

Le attribuzioni

Numerosi altri cicli di affreschi sono stati ricondotti alla mano di Giorgio Telliè. Si ricordano per esempio gli affreschi con storie di cristo nella chiesa di San Zeno di Montagna (Vr) e il ciclo ridipinto con storie dell’arcangelo Gabriele in San Michele Arcangelo di Calmasino di Bardolino (Vr). Infine, la critica segnala gli affreschi del presbiterio della chiesa di San Giacomo a Rivalta di Brentino (Vr) e il riposo nella fuga in Egitto.

In conclusione, Giorgio Telliè si configura dunque come un pittore che si rivolge sia a modelli convenienti formulati dall’Accademia sia a moduli barocchetti declinati secondo uno spirito rustico e popolare.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Lorenzo Giffi, Giorgio Telliè, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 379-383.