Giacomo Manzù scultore

Giacomo Manzù nasce a Bergamo nel 1908 e muore ad Ardea (Roma) nel 1991.

In primo luogo, Giacomo Manzù inizia la propria educazione artistica dapprima come intagliatore, poi come decoratore e infine come stuccatore. Dal 1928 Giacomo Manzù abbandona la bottega e si dedica esclusivamente all’attività artistica. Nel 1929 compie un breve soggiorno a Parigi e poi si trasferisce a Milano dove incontra Sassu e Birolli. Con questi Giacomo Manzù si riunisce nell’avanguardia artistica di corso Manforte in cui sviluppano le premesse antinovecentistiche che sfoceranno nel 1938 e nel 1940 nella partecipazione a “Corrente”.

In secondo luogo, l’attività artistica di Giacomo Manzù, pur risentendo del primitivismo, scopre anche Medardo Rosso e gli impressionisti. Queste scoperte consentono a Giacomo Manzù di abbandonare gli schemi arcaizzanti e acquisire un’originale sensibilità luministica, morbidezze plastiche e una delicata sensualità.

Infine, tra il 1938 e il 1939 Giacomo Manzù comincia la nota serie dei “Cardinali”, “Deposizioni” e “Crocifissioni” per denunciare la violenza di quegli anni. Nel 1941 Giacomo Manzù ottiene la cattedra di scultura all’Accademia di Belle arti di Brera e nel 1948 vince il gran premio scultura alla Biennale di Venezia.

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L’Italia s’è desta: arte in Italia nel secondo dopoguerra, 1945-1953, Catalogo della Mostra Ravenna 2011,a cura di Claudio Spadoni, Torino, Allemandi, 2011.