Domenico Zorzi pittore

Domenico Zorzi nacque a Verona 1729 e ivi morì nel 1792.

Nel 1764 Domenico Zorzi compare tra i fondatori dell’Accademia di Pittura, nella quale ricoprì anche il ruolo di maestro di Settimana nel 1766 e nel 1786.

La produzione giovanile

La produzione a Verona è poco documentata. Tuttavia, di Domenico Zorzi si conservano numerose notizie in provincia e nel territorio trentino. E’ a Mama d’avio (Tn) che si registra la prima opera nota dell’artista, una “Madonna con bambino” del 1766. La sua fervida attività è inoltre docuementata in numerose altre chiese della provincia di Trento, nella chiesa di Sant’Anna a Trento e nella parrocchiale di Brentonico. Infine, presso la chiesa di Sant’Anastasia sono stati individuati due ovali inediti, “Santa Cecilia” e “Santa Lucia”, riconducibili all’attività giovanile di questi anni.

Si evince in molte opere di Domenico Zorzi il richiamo al Cignaroli. Per esempio, si coglie nella pala con la “Sacra famiglia” nel palazzo vescovile di Verona e nel piccolo dipinto di medesimo soggetto presso la Madonna dell’Olmo di Thiene (Vi). Inoltre, eseguì per la parrocchiale di San Giacomo di Rivalta di Brentino Belluno (Vr) una copia “Dal riposo durante la fuga in Egitto” di Cignaroli, distrutto durante la seconda guerra mondiale.

L’altro modello di riferimento di Domenico Zorzi fu Antonio Balestra. “Sant’Anna, la Madonna e il bambino” della chiesa di San Fermo a Mezzano di Sopra (Vr) mostrano il richiamo diretto alla pala di Balestra per Sant’Anna d’Alfaedo (Vr).

Infine, il richiamo esplicito allo stile di Santo Prunato rende talvolta difficile l’attribuzione di opere come l’ “Angelo custode” di San Zeno in Oratorio a Verona.

In secondo luogo, Domenico Zorzi mostra anche il richiamo alla pittura veneziana. Significativo è il suo intervento su un affresco raffigurante il “Compianto su Cristo morto” presso l’aula capitolare della chiesa di San Giorgio a Verona. Nei primi anni Settanta lo stile di Domenico Zorzi si avvicina ai modi pittorici del Pizzetta. Tuttavia, l’artista temperò il richiamo allo stile lagunare con il richiamo alla pittura di Giandomenico Cignaroli.

Le opere della maturità

L’attività svolta presso l’ordine degli oratoriani di San Filippo di Verona garantì a Domenico Zorzi una serie cospicua di commissioni. Alle tele conservate negli oratori dell’ordine, si affiancano i numerosi cicli con episodi mariani e della vita di Gesù conservati a Malcesine (Vr) e Tiarno di Sotto a Ledro. A conclusione di questa fase si colloca la tela dei Filippini del 1778.

Infine, le ultime opere di Domenico Zorzi mostrano una tendenza al formalismo accademico.”L’ educazione della vergine” a Santa Corona a Vicenza è l’estremo documento noto dell’artista, da lui firmato e datato 1789.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Luca Fabbri, Domenico Zorzi, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 401 – 407.