Domenico Pecchio pittore

Domenico Pecchio nacque nel 1689 a Verona e ivi morì nel 1760.

Domenico Pecchio si formò come autodidatta, ma perfezionò e ingentilì la sua pittura di “macchia” grazie alle preziose indicazioni di Antonio Balestra, suo vicino di casa. La modesta origine della sua famiglia infatti non gli permise una formazione in bottega. Tuttavia, compì studi approfonditi nel campo dell’architettura e della prospettiva.

L’attività artistica

Di Domenico Pecchio si conserva solamente un’opera certa: “Il paesaggio con l’isola di San Giorgio”, firmata e datata 1758.

Tra le altre opere ricondotte alla mano di Domenico Pecchio si ricorda il “riposo durante la fuga in Egitto”. La tela era nella collezione dell’Arcivescovado di Milano ed è collocabile intorno agli anni Trenta, in una fase in cui l’influenza di Balestra era ancora molto forte. Lo stesso soggetto sarà replicato più volte dallo stesso artista.

La storiografica attribuisce a Domenico Pecchio anche un “Redentore” della galleria Tadini e un “San Giuseppe” per la chiesa di San Francesco di Bergamo.

La fortuna critica

Domenico Pecchio si specializzò in particolare nella pittura di paesaggi e ciò gli consentì di ampliare il proprio mercato. Egli infatti ricevette commissioni anche da Roma e da prestigiosi committenti stranieri. Tutt’ora non è raro che alla Sotheby’s e alla Christie’s siano battute opere di Domenico Pecchio.

Tra i modelli a cui si rifà vi sono Marco Ricci e Zuccarelli. Domenico Pecchio unisce il sentimento araldico a colori freddi che rimandano alla formazione veronese.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Lucia Ievolella, Domenico Pecchio, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 301-304.