Carlo Salis pittore

Carlo Salis nacque a Verona nel 1688 e ivi morì nel 1763.

La formazione

La formazione di Carlo Salis avvenne presso la bottega di Alessandro Marchesini, per poi continuare a Bologna presso Alessandro Marchesini. Inoltre, tra il 1700 e il 1732 Carlo Salis stesso riferisce la frequentazione costante dell’Accademia dei pittori.

La prima opera che può essere ricondotta a Carlo Salis con certezza fu realizzata nel 1741 per un oratorio adiacente una villa nei pressi di Peschiera ed è oggi in collezione privata. Questa mostra un’impaginazione della scena molto tradizionale. La letteratura artistica menziona altre opere realizzate per la cappella Contarini in una villa privata della provincia di Verona e una “Natività” per la cappella Giusti in Santa Maria in Organo a Verona. Di queste non è rimasta traccia.

L’attività artistica

L’assimilazione dello stile di Antonio Balestra consentì a Carlo Salis di ottenere un discreto numero di commissioni ecclesiastiche e private. Per esempio, nel 1723 realizzò la pala con “Vergine e santi” per un cappella privata della villa Porta Rizzani a Marano di Valpolicella e un “San Lorenzo” per una chiesa a San Felice Extra a Verona.

Recentemente, il prof. Marinellli ha ricondotto alla mano di Carlo Salis un un dipinto conservato presso il Seminario Vescovile di Verona. Questa tela, di dimensioni contenute, presenta una scena molto movimentata grazie ai giochi prospettici e agli scorci architettonici proposti. L’opera mostra l’affinità con Antonio Balestra: la costruzione su direttrici diagonali è tipica del maestro e Carlo Salis la ripropone anche in una Sacra Famiglia realizzata per il coro della chiesa degli Scalzi a Verona.

Le opere disperse

Diverse opere di Carlo Salis sono andate perdute. Per esempio, “il sacrificio di Manuè padre di Sansone” per l’Oratorio della Trinità della chiesa di San Biagio e “Sant’Orsola” per per le monache benedettine di San Silvestro. Nel 1945 si perse anche l’Episodio della storia dei Maccabei, realizzato per la chiesa gesuita di San Sebastiano.

Le opere conservate

“Achille trionfante trascina il corpo di Ettore” è una notevole prova artistica di Carlo Salis realizzata per il salone centrale di palazzo Serpini dai Pre’ a Verona. L’opera è omaggio a Balestra, la ricca emotività e lo svolgimento del racconto ne mostrano il talento. Inoltre, è da menzionare una pala con il “Sacrifio di Manue” nella parrocchiale di San Virgilio a Brentino di Brentino Belluno (Vr), recentemente ricondotta a Carlo Salis dal prof. Marinelli. Infine, si ricordino la “Madonna con bambino” per la chiesa dei Santi Pietro e Paolo di San Pietro di Morubio (Vr) e la “Natività” per la chiesa dei Filippini a Mantova.

Infine, è documentata la corrispondenza tra Carlo Salis e l’illustra conte bergamasco Giacomo Carrara, per il quale realizzò molte opere. Per esempio, dipinse il “Miracolo di San Vincenzo Ferrer” per la chiesa dei Santi Bartolomeo e Stefano di Bergamo. In particolare, per il conte Carlo Salis eseguì il restauro delle opere collezionate e si prestò come informatore delle opere d’arte in collezioni private veronesi.

Carlo Salis morì il 24 ottobre 1763 nella sua casa in Santa Maria in Organo.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Sara dell’Antonio, Carlo Salis, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 347-355.