Bellino Bellini pittore

Bellino Bellini nacque a Verona nel 1741 e ivi morì nel 1799.

La formazione

Secondo lo Zannandreis, Bellino Bellini era figlio di uno “spezapietra” e si formò presso la bottega di Giambattista Marcola, abile ritrattista. Lo stesso riferisce che nell’ambito della pittura ritrattistica dell’ottavo decennio del Settecento Bellino Bellini ebbe un successo pari a illustri pittori, quali Saverio della Rosa e Agostino Ugolini.

Bellino Bellini è anche citato tra i trentatré pittori “Accademici Professori Veronesi” fondatori dell’Accademia di Pittura. Tuttavia, l’impegno accademico rimase ai margini del suo lavoro, perché si dedicò al traffico delle pelli, attività più remunerativa.

L’attività artistica

Le poche opere individuate di Bellino Bellini si trovano nella città di Rovigo, nel territorio veronese e trentino. Per esempio, nella chiesa parrocchiale di Sorgà (Vr) si conserva la pala della “Decollazione di San Giovanni Battista”, copia da Paolo Farinati.

Nel 1778 Bellino Bellini dimorò a Sacco, nei pressi di Rovereto. A questo periodo risalgono un ritratto conservato presso l’accademia degli agiati di Rovereto e tre dipinti in collezioni private roveretane.

Bellino Bellini eseguì i ritratti di numerosi patrizi veronesi e dei loro famigliari. Per esempio, fu al servizio del marchese Gabriele Dionisi e del nobile veronese Girolamo Orti.

Bellino Bellini fu anche impiegato da committenti religiosi, dei quali, anche in questo caso, eseguì i ritratti. Si ricordino i ritratti di un vescovo e un canonico di Rovigo eseguiti entro il 1793 conservati rispettivamente l’uno presso la Pinacoteca del seminario vescovile e l’altro nella Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi.

Bellino Bellini eseguì anche opere nell’ambito della pittura di genere: un’opera passò nel catalogo d’asta della Christie’s di Londra nel 1969 insieme al ritratto di Girolamo Orti.

Infine, la pittura di Bellino Bellini mostra a tratti di saper cogliere con estrema originalità l’intimità segreta e la psicologia dei personaggi e a tratti pecca di mancanza di originalità compositiva. Tuttavia, non manca l’attenzione per la ricerca della perfetta riproduzione di abiti alla moda e dell’ accostamento cromatico più accattivante.

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Le informazioni qui riportate sono state tratte da: Andrea Ferrarini, Bellino Bellini, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 93-95.