Ardengo Soffici pittore

Ardengo Soffici nacque a Rignano sull’Arno nel 1879 e morì a Vittoria Apuana nel 1964.

In primo luogo, Ardengo Soffici svolse un lungo soggiorno parigino e lì visse una breve, ma intensa, stagione futurista. Nel dopoguerra s’impegnò nella diffusione dei principi del “ritorno all’ordine”. Ardengo Soffici, infatti, fu un collaboratore di numerose riviste di critica d’arte in Italia. Nel 1920 Ardengo Soffici fondò egli stesso una rivista.

Il successo di Ardengo Soffici si afferma con la personale di Firenze del 1920 e con la successiva partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1926. Nello stesso anno Ardengo Soffici partecipò anche alla I mostra del Novecento italiano a Milano e alla II mostra del Novecento e a quella di Buenos Aires (1930).

In secondo luogo, la pittura di Ardengo Soffici si caratterizza in particolar modo per un solenne naturalismo espresso in scene di vita quotidiana. “La toilette del bambino”, esposta alla Biennale di Venezia nel 1926 riprende i modili del Trecento e Quattrocento toscano in forme di sobria naturalezza.

Infine, Ardengo Soffici si distinse in particolar modo per la produzione letteraria sia con opere narrative sia con articoli in cui analizza l’esperienze artistiche precedenti, e in particolare delle avanguardie.

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Realismo magico: pittura e scultura in Italia, 1919-1925, Mostra tenuta a Verona nel 1988-1989, a cura di Maurizio Fagiolo dell’Arco. Milano, Mazzotta, 1988.