Agostino Ugolini pittore

Agostino Ugolini nacque a Verona nel 1755 e ivi morì nel 1824.

La formazione

In primo luogo, Agostino Ugolini si avviò alla pittura presso la bottega di Giambattista Buratto. Nel 1775 l’elezione a “Accademico professore” nell’ambito dell’Accademia di Pittura ne riconobbe il talento. Successivamente, per la stessa svolse l’attività di “maestro di settimana.”

L’attività artistica

Alla mano di Agostino Ugolini sono state ricondotte circa 150 opere, generalmente grandi pale, dipinti di devozione privata e ritratti.

Inizialmente, è ben riconoscibile lo stile del maestro Buratto. Ciò si riscontra nella pala di Rovigo del 1779 e nella successiva pala di Pescantina (Vr) del 1782. Allo stesso tempo, in molte opere si riscontra anche l’influenza di Balestra, come per esempio nella “Madonna con rosario”, “San Domenico” e “Assunzione di Maria” di Montorio di Verona. Di queste inoltre si conservano modellati preparatori, che Agostino Ugolini era solito preparare per opere di grandi dimensioni. Tutti i bozzetti presentano peraltro un notevole grado di finitezza. Agostino Ugolini s’ispirerò anche al grande maestro cinquecentesco Paolo Veronese. “Il Martorio” di Mezzane di sopra (Vr), “Salomè con testa del Battista” di Quinzano e “Adorazione dei magi” di San Massimo a Verona dei primissimi anni dell’800 ne sono dimostrazione.

Infine, negli ultimi anni di carriera sono stati riscontrati chiari riferimenti al linguaggio di Pietro Rotari. Si riconosce il rimando nella “Natività di Maria” per la chiesa parrocchiale di Pergine (Tn) del 1806 e in “Sant’Apollonio predica alla folla” nella chiesa parrocchiale di Bovezzo (Bs) del 1822.

Le opere di devozione privata

Le opere di devozione privata di Agostino Ugolini spesso mancano della firma per esteso e della data e sono accomunate dalle dimensioni piuttosto ridotte. Inoltre, queste mostrano evidenti richiami ad architetture e paesaggi veronesi, ma anche alla cultura figurativa cittadina. Per esempio, “la caduta della manna” ricorda un telero di Felice Brusasorci, mentre “La strage degli innocenti” richiama nel tema e nella forza espressiva il dipinto di Dalla Rosa per la parrocchiale di Pescantina.

Il tema della via crucis

Nell’ambito delle chiese veronesi il tema della via crucis ebbe un notevole successo e questo fu più volte realizzato da Agostino Ugolini, tanto da essere preso a modello di molti artisti nel Novecento.

La ritrattistica

Nell’ambito della ritrattistica Agostino Ugolini mostra un linguaggio più moderno e una capacità di far risaltare la psicologia dell’effigiato. Agostino Ugolini e l’amico Saverio Dalla Rosa monopolizzarono all’inizio dell’800 il mercato della ritrattistica veronese. La qualità dei ritratti risentiva spesso dell’impegno e della necessità di Agostino Ugolini di dar lustro alla committenza. Un esempio, è il ritratto della famiglia Dionisi, rappresentato al naturale e datato 1788. La serie dei ritratti si conclude con l’autoritratto del 1822.

In conclusione, da una parte il richiamo alla tradizione e dall’altra il vivace colorismo, la grazia del pennello e il sentimento della scena rendono Agostino Ugolini il pittore di chiusura del barocco a Verona.

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Le informazioni riportate sono state tratte da: Andrea Ferrarini, Agostino Ugolini, in I pittori dell’accademia di Verona (1764- 1813) a cura di Luca Caburlotto, Fabrizio Magani, Sergio Marinelli, Chiara Rigoni, Verona 2011, pp. 385-391.